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So Far So Good 2014

So Far So Good 2014
copertina so far so good

George Gray - Antologia di Spoon River

Il dolore bussò alla mia porta, ma ebbi paura;
mi chiamò l’ambizione, ma le opportunità
mi hanno terrorizzato.
Eppure desidero dare
un significato alla mia vita
e prendere i venti del destino.
E ora io so che bisogna alzare le vele
dovunque conducano il vascello

Edgar Lee Masters. Antologia di Spoon River

Il tema - Edizione 2014

A partire dalla poesia di George Gray, un racconto che parla del coraggio di intraprendere nuove avventure.

Il racconto che segue è frutto di una suggestione nata dalla poesia “George Gray” contenuta all’interno dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

Il componimento parla del rimorso provato da George Gray che, ormai morto, osserva la propria lapide a forma di barca con le vele ammainate, metafora di una vita incapace di abbracciare se stessa, trascorsa nell’indolenza e privata del coraggio necessario per salpare verso il mare.

Il racconto, attraverso un piccolo esercizio di scrittura creativa, riscrive la storia di George, che scommette su se stesso e le proprie capacità e si converte in avventuriero conquistando la propria libertà. Come George decide di costruirsi un originale mezzo subacqueo per esplorare le profondità marine, assumendosi dei rischi, ma dando significato alla propria vita, anche Khorakhanè si trova ad affrontare un’importante impresa che la vede impegnata nell’apertura del nuovo Laboratorio Culturale I’M.

 

Leggi il racconto di George Gray

George Gray

L’idea del sommergibile gli venne una torpida sera di giugno. Osservava la boccia di cristallo sottratta di nascosto alla piccola collezione di ninnoli della madre. Era un soprammobile di quelli che si trovano in ogni rispettabile casa americana. Dentro, un veliero in miniatura fluttuava in un liquido blu e quando rovesciavi la palla, l’imbarcazione, senza mai capovolgersi, seguiva l’andatura del vortice che la investiva. Sulla base in legno un’opaca targhetta di metallo dorata portava la scritta “Hope”. Qualcosa durante il processo di fabbricazione doveva però essere andata storta. Le vele, ammainate quando la boccia era appoggiata, si alzavano per qualche istante solo nel momento in cui veniva girata per effetto delle gravità. Era, pensava George, una nave che non avrebbe mai salpato, incapace di cogliere le correnti e spiegare le sue candide ali di tela verso l’oceano. Una nave immobile era una nave morta e, contrariamente al suo nome, senza speranza. Lui, lo sapeva, non avrebbe mai vissuto così.

Per George il mare rappresentava da sempre l’idea stessa di avventura. Il mare nasconde ciò che sulla terra si erge verso l’infinito e l’acqua, come un’enorme coperta, uniforma e cancella. Se esplorare la terra è varcare il limite, perlustrare il mare è svelare l’ignoto.

La costruzione lo impegnò per quasi due anni. Non aveva, in effetti, la forma del classico sottomarino: il corpo non era allungato e stretto, come pure era sprovvisto di un’elica posteriore per il movimento. Il sommergibile di George assomigliava più a una sfera, anzi a un uovo. Ai lati aveva installato una sorta di alette che conferivano al sommergibile un aspetto ancora più buffo, ma, capaci di piegarsi e di seguire il moto delle correnti marine per muoversi, permettevano di sterzare ed evitare collisioni con eventuali ostacoli e le sponde. George aveva applicato i rudimenti delle navigazione e del volo al suo mezzo subacqueo. Più difficile fu studiare la giusta scala dei pesi. Quei pesi che sulla terra lo avrebbero bloccato al suolo, in acqua gli avrebbero permesso di vincere la spinta verso l’alto che lo voleva lì fuori, e di accedere a quel mondo capovolto. Un grappolo di secchi riempiti di calce lo avrebbe trascinato verso il fondo per essere sganciati manualmente dall’interno dell’abitacolo semplicemente sciogliendo ad uno ad uno i nodi che li tenevano legati una volta raggiunta la profondità corretta. L’operazione avrebbe permesso al sommergibile di mantenere quota e di avanzare. Si era inoltre dotato di una vecchia tuta da sommozzatore e di un pesante e arrugginito casco da palombaro di almeno due volte la taglia della sua testa. Lo aveva trovato per caso ad un mercato dell’antiquariato e comprato per pochi dollari. Al casco e al sommergibile aveva poi applicato delle grandi lampade alogene che emettevano una luce bianchissima e accecante.

Venne quindi il giorno della partenza. Il sommergibile era già stato caricato su una piccola zattera che stazionava al centro del fiume. Solo pochi giorni prima aveva apportato l’ultima modifica legando a un gancio sulla parte superiore un secondo pallone pieno d’aria che, come una boa, avrebbe segnalato alle imbarcazioni di passaggio sulla superficie la sua posizione.

Un po’ impacciato, George, si infilò il casco e lo chiuse ermeticamente all’altezza della petto. Il vetro spesso della visiera distorceva il panorama e quell’enorme palla di ferro pareva fare da cassa di risonanza alle sue emozioni. Chiuse gli occhi e fece alcuni respiri profondi più per calmarsi che per controllare che non ci fossero uscite d’aria e quindi buchi d’infiltrazioni; test che aveva eseguito quasi quotidianamente dal giorno dell’acquisto, ovvero 132 volte. Con qualche movimento di troppo entrò dal portello posteriore che si richiuse alle spalle con un forte clanc. Girò la valvola pressurizzando l’abitacolo e si sistemò più o meno comodamente al posto di comando. Qui afferrò le due leve che azionavano le “ali” e, dondolandosi sempre più forte, fece oscillare il sommergibile che scivolò dalla zattera ed entrò in acqua. L’ingresso ebbe per George l’effetto di un’esplosione, o forse era il suo cuore. L’immersione fortunatamente iniziò subito e non ebbe il tempo per pensarci.

Scendeva rapidamente. La lancetta dell’altimetro ruotava in senso antiorario via via che perdeva quota. Dopo i primi minuti, secondo i suoi studi, doveva trovarsi più o meno a un terzo della profondità da raggiungere e, con facilità, sciolse i primi nodi. Quattro secchi si staccarono e proseguirono la loro inarrestabile caduta verso il fondo. La velocità di immersione rallentò.

Scese ancora e già il buio cominciò ad avvolgerlo. Accese le luci esterne, che dopo qualche breve sfarfallio proiettarono il loro fascio bianco. Con una piccola manopola le direzionò verso il basso. “Fino a qui tutto bene…”, pensava, ma sentiva salire l’adrenalina. Lunghissimi minuti e un numero incalcolabile di metri dopo, sentì le orecchio tapparsi. Istintivamente, il primo riflesso fu quello di portarsi le dita al naso, ma si scontrarono con il vetro del casco. “Cosa sto facendo?”, si chiese George, “Sono davvero pronto per tutto questo?”. Si ricordò di sciogliere altri due nodi e il sommergibile rallentò. “Ho fatto i conti giusti?”. A quella che calcolò essere la metà della discesa sganciò l’ultimo secchio. Il sommergibile, che a questo punto avrebbe dovuto fermarsi, continuava il suo lento ma inesorabile precipitare. George fu preso dal panico. Non vedeva il fondale che si apriva sotto di lui come un infinito abisso nero. Più di rimanere bloccato laggiù, temeva di dover abortire la spedizione e concludere il suo viaggio prima ancora di iniziarlo. “Non mi fermerò”, pensò George, “preferisco morire senza far rumore sott’acqua, che vivere una vita a vele ammainate in superficie.” Risoluto, allontanò la mano dai nodi di sicurezza e raddrizzò la luce dei fari puntandoli di fronte a lui.

Scendeva.

“Fino a qui tutto bene.”

Scendeva.

Scendeva.

***

Qualcosa aveva colpito il fianco della barca e strappato il vecchio Edgar dal suo sonnellino pomeridiano. Si girò di peso verso il lato sinistro e si vide passare davanti un grosso pallone rosso che avanzava spedito. Incuriosito dallo strano oggetto richiuse la lunga canna da pesca e con qualche colpo di remi raggiunse la boa che pareva godere di vita propria scivolando sicura sulla superficie. Si sporse goffamente per allungare il braccio e finalmente riuscì a ruotare la boa. Una scritta dipinta con vernice bianca recitava:

Attenzione! Qui sotto c’è George Grey. Avventuriero. Palombaro. Libero.

Mattia Gazziero

Il programma del Festival So Far So Good 2014 - tutti gli eventi in programma

  • Associazione Khorakhanè e Laboratorio Culturale I'M
  • 20 agosto – Tribal Nova

    Inizio concerto: ore 22.00 Evento facebook Tribal Nova è un progetto artistico nato dall’incontro tra la danzatrice Tribal Fusion Patrizia Pin ed il musicista e compositore Simone D’Eusanio; dall’elettronica all’acustica, dall’etnica al funk da sempre ricercano e sperimentano la fusione musicale e coreografica. Lo spettacolo nasce con l´idea di creare un caleidoscopio di

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  • 21 agosto – Pharmakos

    Inizio concerto: ore 21.00 Evento facebook Reggae, ska, latino (skamba) Formatisi inizialmente tra il 2009 e il 2010 con l’intento di suonare musica ska,  divagano fra le influenze più diverse. Il risultato è una musica che unisce reggae, dub, samba, ska, dancehall, salsa, funk. I Pharmakos

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  • 21 agosto – Viaggio in bicicletta / INCONTRO

    Un incontro per scoprire trucchi e suggerimenti per affrontare lunghi viaggi in bicicletta. Per un turismo a basso impatto ambientale!Ospiti Dino Lanzaretti (http://www.dinolanzaretti.it/) e Federica Fong San Pin.

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  • 22+29 agosto – I’M (MyCycle) / BIKE TOUR

    Il 22 agosto e il 29 agosto una carovana di biciclette partirà da Prato della Valle – Padova, per raggiungere il So Far So Good – Festival Estivo – associazione Khorakhanè. UN’OCCASIONE PER:Muoversi in modo sostenibile.Per favorire l’utilizzo della bicicletta. Per sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di spazi e vie di comunicazione adatte ad una mobilità leggera. Iniziativa realizzata dall’Associazione Khorakhanè (http://www.khorakhanet.it/)

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  • 22 agosto – Kristal and Jonny Boy

    Inizio Concerto: ore 22:00 Evento facebook Origine: Svezia pop/performance   Kristal and Jonny Boy è un duo svedese composto da Kristina Hanses (voce e danza contemporanea) e Jonny Eriksson (chitarra e drum machines). Le loro canzoni spaziano da atmosfere di pura felicità pop fino ai confini del misticismo e della malinconia.

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  • 22 agosto – Palco Aperto / INCONTRO

    Ospiti diverse organizzazioni no-profit di Padova, saranno protagoniste di un dibattio informale sulle esperienze e proposte orientate alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica. L’incontro ha luogo alle ore 21.00. Saranno presenti le seguenti realtà: Almaterra Veneto Medici Senza Frontiere Jardin de los Ninos Bumala Sewing Project Casa Priscilla Onlus Libera Step Abano

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  • 23 agosto -La giocoleria che cambia il mondo

    Serata buskers/artisti di strada Ore 17.30 – Workshop di giocoleria (livello base/intermedio) a cura di “Firetales” (http://www.firetales.it) Ore 21.00 – La giocoleria che cambia il mondo. Incontro con Firetales Ore 22.00 – “Al di là dello specchio”(? nome dello spettacollo da confermare) spettacolo di arti circensi (Giocoleria di Fuoco/Led, Teatro e Musiche live di dj Chromos) a cura di Firetales

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  • 23 agosto – Niños du Brasil

    Electro-Batucada Dediti a un’ardita quanto improbabile commistione di batucada e noise, samba ed elettronica, non curanti del contesto durante le loro esibizioni live riescono sempre a trascinare il pubblico in scomposte quanto liberatorie danze. Il loro intento è far rivire le parate carnevalesche di Bahia, la fisicità dei concerti hardcore, la coralità delle tifoserie della curva e la

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  • 24 agosto – Café Touba

    Reggae, Samba, Funk, Jazz, Afro e Dub todos unidos Café Touba è un progetto musicale multietnico, in cui si fondono linguaggi e sapori differenti. Nato da un’idea del percussionista e didatta Filippo Maria Dalla Valle, con la collaborazione del collega Marco Catinaccio, il gruppo unisce artisti africani, italiani e brasiliani. La radice afro

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  • 24 agosto – collettivo artistico Femlink / INCONTRO

    Ore 21.00 Incontro con il collettivo artistico Femlink (www.femlink.org). Ospite principale Alessandra Arnò (Co-founder of Visualcontainer Italian Videoart Distributor, Director of VisualcontainerTV International Videoart webchannel, Director of Videoart project space) Ore 21.30 Premiazione del concorso fotografico “Una barca che anela il mare” FemLink “Video collage internazionale , ” nasce tra due artisti, Véronique Sapin (Francia) e CM Judge ( USA)

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  • 25 agosto – Io parto. Sola, con la mia moto. / INCONTRO

    Ospite principale dell’incontro: Miriam Orlandi. Autrice del libro “Io parto. Sola, con la mia moto”. Il racconto di un sogno divenuto viaggio: una donna, una moto, dall’Argentina all’Alaska.  

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  • 25 agosto – Burkina Lounge

    Burkina Lounge Electro funk È un gioco autoironico tra citazioni e nuove sonorità quello dei Burkina Lounge. Francesco Gobbo (tastiere e progammazione) e Alessandro Arcuri (basso elettrico) per tracciare i mutevoli confini del loro viaggio sonoro si lasciano guidare da temi di jingle e sigle televisive che hanno fatto epoca, oltre che da citazioni di gruppi cult come Area e

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  • 26 agosto – Junkfood 4tet

    Junkfood 4tet Nata nel 2007 la band  cerca di proporre una sintesi tra generi molto diversi tra loro: post-rock strumentale, prog, ambient, jazz, funk. Nello stesso anno il gruppo vince il primo premio del Concorso del Festival delle Arti di Bologna nella sezione Jazz e nel 2009 vincono il primo premio nella Sezione gruppi al Concorso nazionale “Chicco Bettinardi” Nuovi

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  • 27 agosto – Rigenerazione Urbana / INCONTRO

    Ore 21:00 Un incontro per parlare della rigenerazione dello spazio edificato, della rigenerazione dello spazio aperto e il racconto di due esperienze sul campo. Intervengono: Prof. Arch. Sebastiano Roveroni, Arch. Valeria Leoni e Dott.ssa Elisa Polo (responsabili dei progetti di rigenerazione urbana di Comacchio);  Dott.ssa Paola Francesca Minesso e Arch. Marco Stecca (responsabili del progetto di riqualificazione urbana “Seminiamo l’arte in giardino”).

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  • 27 agosto – Francisca Aka Sista Kinky

    Francisca Aka Sista Kinky Reggae, Soul, Gospel, Balck music Francisca, brasiliana d’origine, è un’artista poliedrica che da anni è attiva su territorio nazionale e non. La sua musica spazia dal Reggae, al Soul, al Gospel, a molte delle sfumature della Black Music. All’età di 8 anni, quando inizia a suonare la chitarra, per poi passare a studiare Canto e pianoforte.

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  • 28 agosto – Con Altri Mezzi / MEMORY GAME

    Con altri mezzi abbinerà letteratura e divertimento con un memory game basato su citazioni di scrittori famosi. Si dovranno associare una frase con il volto di un autore e si avrà un minuto di tempo per realizzare una coppia esatta. Cosa si vince?Libri ovviamente, ma anche birre.

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  • 28 agosto – Nitro

    Nitro Rap Nitro (Nicola Albera), classe 1993, Vicenza. Si avvicina alla cultura Hip-Hop grazie al freestyle. A soli 14 anni partecipa a Tecniche Perfette, arrivando alla semifinale della selezione regionale. Da lì continuerà a partecipare a battles di freestyle, tanto che nei due anni seguenti riesce a vincere due volte di seguito la fase regionale del tecniche perfette, conquistando la

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  • 29 agosto – Twomonkeys

    I Twomonkeys – due scimmie impazzite si aggirano nel motel, i rumori violenti di una irrazionale ricerca rimbombano negli spazi vuoti delle cantine.I fratelli Bornati hanno cominciato la loro esperienza qualche anno fa all’estero durante il loro soggiorno a Berlino ed Amsterdam. In Italia hanno lavorato ad importanti performance artistiche ed installazioni tra cui l’opera n 1° E.C.P (ensemble chitarristico

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  • 30 agosto – I’M (Possible) / INCONTRO

    Incontro con l’Associazione Culturale Khorakhanè che presenterà l’imminente apertura del Laboratorio Culturale I’M, punto di partenza di un’avventura condivisa, spiegando le iniziative e la filosofia alla base del progetto Nuove Energie.IL LABORATORIO CULTURALE I’MGrazie alla vincita del bando nazionale fUNDER 35, l‘Associazione Khorakhanè riuscirà a realizzare un sogno che dura da 10 anni: aprire un laboratorio culturale in cui

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  • 30 agosto – Orchestra Cumbia Mela

    Orchestra Cumbia Mela Il gruppo si forma dall’incontro di musicisti circensi e non, che, uniti dall’esperienza dell’arte di strada, decidono di dare vita ad una band che propone un repertorio di Cumbia y Porros con mucho sabor latino-americano.   Sara “Cholita” Pani Sanchez de Montalban  Voce, Maracon Francesco “Paquito” Giammarella: Clarinetto, Sax tenore Gianluca “Maestro” Sia Sax soprano Giacomo Martini

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  • DJ set – So Far So Good 2014

    MERCOLEDÌ 20 AGOSTO: ARIANNA / ALL AROUND MUSIC GIOVEDÌ 21 AGOSTO: JUNGLE FEEVER SOUND / Un mix di energia e passione che arriva direttamente dalla Jamaica! Reggae, Dancehall e Soca mixati con l’unico scopo di far ballare e divertire. Le loro dancehall sono sempre una sorpresa e nessuna è uguale all’altra! http://www.junglefeversound.com VENERDÌ 22 AGOSTO: FILIPPO CAMPANA / CUMBIATON, ZOUK,

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Incontri di discussione

Incontri - So Far so Good 2014

Concerto - Cafè Toubà

Nitro in concerto

Tribal nova

I'M (MyCycle)

Tutti voi a So Far So Good!

Kristal & Jonny Boy - conccerto

Pharmakos

Twomonkeys

I'M (Swap)

swap 2014

Abano Graffiti

Ninos du Brasil - in concerto

Ninos du Brasil - So Far So Good 2014

Rebelde black machine

The Beautiful Bunker