Associazione Culturale Khorakhanè / C.F. 92170110289 / P. I. 04669160287 - info@khorakhanet.it / Tel 049 9815190

Progetto “Incontro con l’altro” – analisi e resoconto 1° parte

Progetto “Incontro con l’altro” – analisi e resoconto 1° parte

ANALISI DEL PERCORSO SVOLTO DAI GRUPPI DI DISCUSSIONE

L’associazione Khorakhané ha preparato ogni incontro dei laboratori di discussione in modo originale. Durante le prime serate sono stati proiettati dei video ironici per mettere in luce le possibili conseguenze negative del processo di categorizzazione, i partecipanti sono stati coinvolti in alcuni giochi che miravano a rendere evidente il funzionamento per categorie del cervello e sono scaturiti dibattiti spontanei durante i quali, tra ragionamenti ed esperienze di vita vissuta, si è realizzato un positivo confronto tra persone che senza questo progetto difficilmente si sarebbero trovate a ragionare assieme. “Tutti noi facciamo categorie, dentro le quali mettiamo anche gli altri esseri umani”, sottolinea Beatrice Damiani, responsabile dei laboratori di discussione, “per esempio usiamo tutti i giorni categorie come donna, uomo, europeo, straniero, italiano, marocchino, veneto, ecc. Le categorie sono in tutto e per tutto un fenomeno naturale, ma perché si realizzi un incontro positivo, senza tensioni e senza razzismo, in una società complessa come quella di cui siamo parte, dobbiamo stare attenti a non trasformare le categorie in giudizi, o peggio pregiudizi. Per fare ciò, in primo luogo dobbiamo mettere in discussione il nostro punto di vista, come abbiamo imparato dai giochi che abbiamo realizzato. Ma in secondo luogo dobbiamo stare molto attenti a non subire eccessivamente l’influenza dei mass media, della politica e della cultura che ci circonda, perché molto spesso ci inducono a ragionamenti superficiali e controproducenti”.

NOI E LE CATEGORIE

I partecipanti sono stati coinvolti spesso in giochi di immedesimazione, per esempio durante un incontro sono stati divisi in gruppi (uomini/ donne/ studenti/ lavoratori/ e studenti lavoratori) e ogni gruppo ha definito prima sé stesso (=INGROUP) e poi gli altri gruppi (=OUTGROUP) attraverso l’elencazione di dieci caratteristiche.

Ecco i risultati, divisi per gruppo e tipologia di caratteristiche (positive, negative, neutre).


GRUPPO UOMINI & DONNE

Nel primo grafico si vede molto bene come i gruppi per descrivere sé stessi abbiano espresso un elevato numero di caratteristiche positive, mentre per descrivere il gruppo antagonista hanno indicato un certo numero di caratteristiche negative. Questo è stato fatto allo stesso modo sia dagli uomini che dalle donne, che hanno voluto trasmettere un’immagine positiva di sé e negativa dell’altro.

UOMINI E DONNE

UOMINI E DONNE

In questo caso ci troviamo di fronte ad una conferma della teoria dell’INGROUP – OUTGROUP, secondo la quale il gruppo (ingroup) tende ad attribuirsi caratteristiche positive per un bisogno di stima di sé delle persone che lo compongono, e che in quel momento costruiscono la loro identità anche sull’appartenenza al gruppo. Mentre quando devono descrivere l’outgroup, cioè un gruppo esterno di cui non fanno parte, tendono ad attribuire in modo omogeneo a quelle persone, delle caratteristiche principalmente negative. In questo caso la teoria dell’ingroup e dell’outgroup viene confermata perché la distinzione di genere è una condizione fondante della nostra identità ed è strettamente legata alla stima che abbiamo di noi stessi. Ecco dimostrata la dinamica INGROUP – OUTGROUP

GRUPPO STUDENTI

GRUPPO STUDENTI

GRUPPO STUDENTI

Già nel gruppo studenti si verifica una ”anomalia”. infatti si vede che il gruppo studenti attribuisce a se stesso un numero uguale di caratteristiche positive e negative, dimostrando così come il far parte di quel gruppo non sia così fondante per la propria identità e quindi il bisogno di autostima sia meno evidente.

GRUPPO STUDENTI LAVORATORI

GRUPPO STUDENTI LAVORATORI

GRUPPO STUDENTI LAVORATORI

Gli studenti lavoratori hanno confermato la teoria dell’ingroup-outgroup. È emerso che tendono e sentirsi in forte competizione con gli studenti, che non lavorano e potrebbero ottenere migliori risultati nel campo degli studi. La teoria del conflitto realistico potrebbe in questo caso tornarci utile per interpretare questo risultato. Essa sostiene che in situazioni di competizione e di scarsità di risorse i fenomeni di screditamento dell’outgroup si amplificano.

GRUPPO LAVORATORI

GRUPPO LAVORATORI

GRUPPO LAVORATORI

In questo ultimo grafico invece si vede come i lavoratori abbiano espresso un numero di preferenze positive addirittura maggiore per il gruppo degli studenti/lavoratori che non per il proprio gruppo. Come a dire “loro sono meglio di noi”.

L’interpretazione che è emersa dal dibattito tra i partecipanti è che i lavoratori vedono negli studenti/lavoratori la realizzazione di una ambizione che in tanti avrebbero (lo studio e la crescita professionale) ma che non possono coltivare. In pratica si proiettano in un altro gruppo, si immaginano simili a qualcun altro.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*