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Progetto “Y-Our-Identity” 2010/11 – si riparte!!

Progetto “Y-Our-Identity” 2010/11 – si riparte!!

Il progetto “Y-Our-Identity” continua!

Sono stati creati tre gruppi di lavoro all’interno dell’associazione, che nei prossimi mesi si occuperanno di approfondire le seguenti tematiche:

IDENTITÀ DELLA CITTÀ,
IDENTITÀ IMULTICULTURALE
IDENTITÀ/BENESSERE/ARMONIA

La partecipazione è libera e aperta a chiunque.

1. IDENTITÀ DELLA CITTÀ

Partendo dal presupposto di indagare la relazione identità/città e cercando di capirne la sua complessità e il suo significato si è deciso di mettere l’uomo al centro della nostra riflessione individuando così il metro di giudizio attorno al quale costruire il nostro ragionamento.

Uomo/città è il binomio che sta alla base della nostra riflessione sull’identità.

È stata scelta la Città di Abano Terme come luogo di applicazione della nostra ricerca; sia perché è il luogo dove l’associazione è nata, cresciuta e radicata; sia perché la sua dimensione risulta di gran lunga più controllabile da un’analisi che vuole essere forte, concreta e soprattutto reale.

Il gruppo “Identità della città” sta elaborando le mappe catastali di Abano Terme dal 1860 ad oggi, nell’intento di descrivere l’evoluzione urbanistica e demografica della città in relazione allo sviluppo dei servizi sociali rivolti ai cittadini e all’evoluzione dei luoghi di incontro e socializzazione disseminati sul territorio.

Inoltre, sta procedendo alla mappatura degli edifici abbandonati o inutilizzati presenti sul terrirorio per elaborare proposte creative di valorizzazione degli stessi.

2. IDENTITÀ MULTICULTURALE

Cosa si intende per Cultura? La cultura rappresenta l’identità di un popolo? Multi-culture vuol dire che esistono più culture su uno stesso territorio? E se esistono più culture su uno stesso territorio vuol dire che esistono più identità? Quali sono le culture (e le identità) presenti sul nostro territorio? Si tratta di culture effetivamente diverse? Esistono dei punti di contatto? E dal contatto fra queste culture è possibile immaginare una nuova cultura ed in ultima analisi una nuova identità?

Queste sono alcune delle domande a cui cercheremo delle risposte attraverso un “lavoro” di ricerca strutturato su 2 livelli:

  • Un primo livello sarà orientato a capire e conoscere chi sono i nostri “nuovi” vicini di casa sia attraverso un’indagine che metta in luce quante sono le persone di origine straniera presenti sul nostro territorio, da dove vengono, che spazi e che luoghi frequentano, di quali servizi necessitano e chi li svolge, ecc., sia attraverso la creazione di attività informali di incontro e conoscenza (come per esempio gli aperitivi InterCulturali che verranno realizzati durante il “So Far So Good Winter Edition” con il coinvolgimento delle persone di origine straniera presenti ad Abano e Padova)
  • Un secondo livello sarà orientato alla comprensione di alcuni temi di carattere generale inerenti al concetto di Multiculturalismo, tra cui cosa si intende per Multiculturalismo, il processo di Globalizzazione, le questioni legate all’emigrazione e all’immigrazione, l’emersione dei fenomeni razzisti e xenofobi, ecc., attraverso la visone di film, la creazione di forum, l’organizzazione di incontri tematici con degli esperti, ecc.

3. IDENTITÀ/BENESSERE/ARMONIA

Cosa vuol dire benessere? Cosa c’entrano con l’identità la salute ed il benessere?

Il benessere è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano ed implica l’assenza di patologie fisiche, mentali e sociali; difatti lo stato emotivo, fisico, sociale e spirituale di BENESSERE consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società.

In sostanza, ogni persona per poter avere un ruolo nella società deve avere conoscenza di sé, deve star bene con se stesso per poter esprimere la propria identità.

  • Il benessere soggettivo: nasce mediante la personale positiva esperienza emozionale e la crescenza di sentimenti di soddisfazione nei confronti della propria vita.
  • Il benessere psicologico: nasce dal tentativo di superare le proprie “paure” che identificano il benessere come assenza di malessere.
  • Il benessere sociale: nasce dall’insoddisfazione per una visione individuale del benessere. Si riferisce alla qualità delle relazioni dell’individuo nella sua comunità
  • Benessere fisico: si raggiunge mediante un cammino con a base la salute del proprio corpo mediante alimentazione sana, la pratica dell’ attività fisica …
  • Benessere psichico: si raggiunge quando l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne e ai conflitti interni.
  • Benessere spirituale: si raggiunge mediante un cammino spirituale, lungo il quale si avanza per conseguire un obbiettivo determinato, per es. un più alto stato di consapevolezza, il raggiungimento della saggezza, ecc.
  • Benessere e medicina: al giorno d’oggi nel mondo coesistono numerosi sistemi, ognuno dei quali ha esperienze e successi: si tratta di capire quali siano le ragioni dei successi non soltanto della medicina occidentale ma anche di altri tipi di medicine.La disputa si incentra soprattutto su un punto, per noi eccessivamente sottovalutato: il contesto sociale entro cui si producono le malattie e una certa ‘cultura’ della malattia, quindi la soggettività del paziente in relazione a coloro che lo circondano.

    In qualche misura ogni malattia ha non solo una sua dinamica biologica, ma dipende anche dal vissuto psichico del paziente e degli individui che gli stanno intorno. Ed in questo proprio la ricerca biologica occidentale ci dà ragione – che la psiche non rimanga inerte nei confronti della malattia, ma costituisca un fattore di determinazione sulle possibilità di superamento o peggioramento della malattia.

    La medicina occidentale – quella che noi chiamiamo biomedicina – si è sviluppata tramite un enorme corpus di ricerche, di validazioni, di esperienze, di interventi e di messe a punto che guardano alla malattia come a un processo puramente biologico. L’errore di fondo in questa impostazione – che per altro verso in molto paesi sta per essere superata – consiste nel credere che il corpo, ovvero l’organismo biologico dell’individuo, sia qualcosa di indipendente dal suo sistema psichico di autopercezione e dal suo modo di vivere la salute o la malattia.

    La patologia comincia quindi a configurarsi non solo come proporzionata alla forza dell’aggressore esterno, ma anche come dipendente dalla capacità di difesa del paziente. Questa capacità che il corpo ha di reagire – per esempio – all’aggressione microbica, risulta largamente legata al sistema nervoso centrale, per cui non è più possibile isolare il corpo oggettivo dal corpo pensante, perché il secondo ha effetto immediato sulla stessa capacità di difesa del primo.Del resto la medicina ha ampiamente analizzato l’effetto placebo, il quale deriva dall’interazione tra il sistema nervoso centrale e lo stato di salute fisica, attraverso la convinzione, da parte del paziente, di aver assunto un farmaco attivo al posto del liquido totalmente inattivo che gli è stato somministrato: la sicurezza di aver preso un farmaco utile contro certi sintomi riduce i sintomi stessi.

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