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Progetto “Y-Our-Identity”, i primi passi.

Progetto “Y-Our-Identity”, i primi passi.

“MASKERATI”– CHI VORRESTI ESSERE?

Il 27 febbraio si è tenuto al Teatro Polivalente del C.R.C. di Abano Terme l’evento “Maskerati – chi vorresti essere”, con il quale l’associazione culturale giovanile Khorakhanè ha lanciato il nuovo progetto “Y-our Identity”.

I PANNELLI FOTOGRAFICI

All’entrata è stata allestito un percorso visivo pensato per suscitare curiosità ed interesse attorno al tema dell’identità, attraverso l’accoppiamento di immagini contrastanti e in alcuni casi provocatorie. Cercheremo qui di spiegarvi qui le ragioni e i significati che tali immagini volevano comunicare.

INDENTITÀ VIRTUALI E IDENTITÀ RITUALI – in questo pannello abbiamo voluto accostare immagini di maschere africane a ricostruzioni virtuali dei volti di alcuni componenti dell’associazione creando quindi degli avatar. Si tratta in entrambi i casi di identità simboliche che le persone sovrappongono alla propria identità materiale per avere accesso con mondi non materiali, da un lato quello virtuale, dall’altro quello rituale-spirituale.

  • IDENTITÀ E CREATIVITÀ – l’uomo crea, inventa, costruisce e trasforma e tutto questo incide sulla sua realtà, sul suo modo di vivere e di percepire il mondo. Quindi incide sulla sua identità e su quella degli altri.
  • Abbiamo voluto contrapporre il concetto di conservazione nell’arte occidentale, scegliendo immagini del Louvre di Parigi nel quale è conservata la Monnalisa di Leonardo Da Vinci (simbolo dell’arte occidentale) conservata in una teca di vetro blindata, nella quale temperatura e umidità sono controllate per assicurare la più lunga conservazione possibile del dipinto. In relazione a queste immagini abbiamo scelto il rituale di distruzione di un mandala buddhista. I mandala vengono creati dai monaci buddhisti, separando i granelli di sabbia in base al colore e creando una immagine geometrica ed armoniosa nelle forme e nei colori, che una volta ultimata viene distrutta in un rituale e i granelli di sabbia tornano ad essere mescolati fra loro.

  • IDENTITÀ E CIBO – il filosofo Feuerbach diceva in un suo manifesto “siamo quello che mangiamo” e sembra abbastanza evidente che almeno da un punto di vista prettamente materialista non si possano fare obiezioni… Quello che mangiamo però costruisce solo le nostre cellule, ma incide più profondamente sulla nostra identità culturale: il rapporto che abbiamo con il cibo, i sapori e gli odori che sentiamo “nostri”, i cibi associati alle festività, il rapporto tra il cibo e il territorio in cui si vive, le modalità con le quali ci procuriamo il cibo, ecc… sono solo alcuni degli aspetti che poi ci fanno sentire italiani, piuttosto che americani, oppure veneti, piuttosto che siciliani.

  • IDENTITÀ E VALORI – vista l’ampiezza dell’argomento (praticamente sconfinato) e visto il fatto che sarà il “meta-tema” lungo il quale si svilupperanno a partire da aprile gli incontri pubblici, ci siamo limitati a raccogliere immagini simboliche riguardanti diversi valori nei quali gli uomini possono credere. Un collage di immagini che successivamente si trasforma in un mondo, quello degli uomini.

  • IDENTITÀ ED EMOZIONI – negli ultimi pannelli del percorso abbiamo scelto di raccogliere le espressioni facciali che gli uomini indipendentemente dalle proprie origini culturali, associano a delle emozioni. Sono quindi delle espressioni facciali universali e rappresentano: rabbia, tristezza, felicità, stupore, disgusto, paura.

 

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