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“So Far So Good” 2010 – Esposizioni Artistiche

“So Far So Good” 2010 – Esposizioni Artistiche

ESPOSIZIONE

VISIONI DI IDENTITÀ

All’interno di “So Far, So Good” sarà presente una mostra dal titolo “Visioni di Identità” che raccoglie esposizioni artistiche e fotografiche sul tema dell’identità.

ALDO PAVAN

FAMIGLIE MIGRATI A PORTE APERTE”


La storia di otto famiglie provenienti da Bangladesh, Cina, India, Marocco, Niger, Nigeria, Senegal e Ucraina. Realizzato in occasione del grande meeting multiculturale Ritmi e Danze dal Mondo di Giavera del Montello (Treviso), ora è a disposizione per proiezioni pubbliche.

ALDO PAVAN

Aldo Pavan è giornalista e fotografo free lance. Per più di vent’anni si è occupato di reportage geografici. Fino ad ora ha visitato più di un centinaio di nazioni nei cinque continenti, pubblicando libri e collaborando con articoli e reportage fotografici per riviste e news magazine italiani e stranieri. E’ stato docente di fotoreportage presso il master dell’Istituto di formazione per il giornalismo De Martino di Milano, una delle più note scuole italiane del settore.
Di recente ha iniziato a produrre multimedia che fondono foto e video con l’obiettivo di sfruttare al meglio le possibilità offerte alla diffusione del reportage in rete. Gli argomenti trattati spaziano dal settore geografico a quello dell’attualità, con particolare attenzione al fenomeno delle migrazioni in Italia.

Da alcuni anni è chiamato a intervenire in trasmissioni radiofoniche e a tenere conferenze sulla sua attività di viaggiatore, giornalista e fotografo.

Sito web: http://www.aldopavan.it

NICOLA RAPUANO

CULTURE DI STRADA”

…Se avrete la costanza di seguirmi
vi condurrò lungo un percorso di anni
ammantato di volti e intrecciato di attimi;
quotidiane istantanee di vita.

NICOLA RAPUANO
Nicola Rapuano trascorre i suoi primi 25 anni nella terra natale: Cautano, alle falde del monte Taburno in provincia di Benevento.
Vive dapprima a Roma. Qui approfondisce la sua grande passione per la fotografia su pellicola,iniziata a Firenze nel 1999, e poi maturata con tanti viaggi in Europa.
Di formazione autodidatta, attraverso l’analisi delle immagini degli “istanti decisivi” di Cartier-Bresson, si appassiona agli scatti su pellicola bianco/nero.
Vive e lavora a Firenze da due anni.

MOSTRE
Momenti Paralleli
– Enoteca “I Tintori”, Foglianise (BN) dicembre 2008 – gennaio 2009
– Gran Caffè Storico Letterario “Giubbe Rosse”, Firenze, giugno 2009
– Parco di Villa Bassi – Abano Terme (PD) agosto 2009

VITTORIO BERTO

SUITE SOLO & GROUP”

“Tutto è pace e silenzio. E più di lor non si ragiona…”

“…Eppure in quel tacere s’avanzò nuovo inizio, cenno e mutamento…”

Forse più del dire può qualche volta il silenzio, interrotto solo da qualche istantanea incursione nei territori del paesaggio umano che ogni giorno è ancora da vedere e ricomporre in nuove, talvolta oscure, geometrie. Per questo non mi è facile tracciare un profilo del mio lavoro, soprattutto per i rischi che tale operazione comporta: vale a dire la tentazione di stabilire una serie di punti fissi e di definizioni sicure. Dato che ci si muove su di un piano non verbale, sarebbe inutile spiegare il significato da attribuire alle proprie immagini. “Spiegarle” non farebbe altro che fornire un superficiale valore “culturale” che non ha nessun senso se non per i critici. La “verità di un’esperienza visiva si potrebbe, quindi, affermare che sia nella sua sensazione, e non nella sua concettualizzazione, il che equivale a dire che essa è necessariamente, profondamente e intimamente un’esperienza soggettiva. Tutto ciò, ovviamente, è vero a patto che l’oggetto della visione stimoli l’immaginazione del fruitore, penetrando nella sua gamma di emozioni. Se riesco a produrre, per quanto confusamente, tali sensazioni in chi guarda, allora posso dire di essere riuscito nel mio intento. Per quanto riguarda lo stile, nel mio caso direi che c’è sempre uno stimolo, un elemento esterno. Non quindi un progetto, una tesi.

“…Ci sono dei giorni che la città dove vivo, e i passanti, il traffico, gli alberi, tutto si sveglia con un aspetto strano, usuale eppure irriconoscibile, come in quegli istanti che ci si guarda allo specchio e ci si chiede chi è quel tale…” e l’idea stessa di rispondersi fa presentire un vortice di significati tortuosi, indecifrabili o sorprendenti. In questi momenti per evitare che le tensioni e gli sbalzi d’umore rimangano “compressi” faccio ciò che ho sempre fatto, anche prima di imbracciare una reflex: vago solo per ore nelle strade mescolandomi alla folla…una specie di balletto, un po’ folle, al quale però ben volentieri mi dispongo perché ha il potere di provocare in me un senso di appartenenza agli “altri” e di trasformare, come fossero facce dello stesso prisma, gli scatti d’ira in empiti di tenerezza. Ed è allora che cerco di fermare questi istanti nel tempo, provando, in giorni particolarmente proficui, a cogliere la calma interiore che regola tutto il tumulto”. Quindi, per quanto generica possa apparire l’indicazione, direi che ciò che mi interessa è l’individuo in sé, cosa gli accade in quel preciso momento rispetto agli altri e quali le risonanze interiori.

Abbandonato, quindi, l’intento di contestualizzare queste fotografie dietro l’illusione di una storia, mi pare che l’idea che più si avvicina al loro spirito sia quella di una serie di variazioni eseguite con le immagini, di una costruzione visiva che prende la forma della suite, nell’accezione propriamente musicale del termine: una composizione articolata in diversi movimenti e costituita da una serie di balletti – per singoli e/o per gruppi- differenti nel ritmo e nel carattere, ma svolti nella stessa tonalità.

ROSANNA CONI

LE VERITÀ DELL’UNIVERSO”

Cosa vuol dire identità?

Con tre foto a prima vista diverse e complesse l’ottica esterna vuol fare fermare e far riflettere che qualsiasi forma vivente con animo, spirito ed etere e non va rispettata e valorizzata perchè tutto è ciò che è e niente è ciò che sembra.

La consapevolezza di un mondo migliore e l’energia positiva, non è un miraggio, è una visione sana di un mondo ed universo.

DISTINTARTE

D’IstIntArte nasce dall’esigenza di avere nuovi spazi espositivi, liberi dal mercato mercenario e da regole di sorta, dove chiunque possa esprimere la propria arte e promuove nuove forme di comunicazione,.

Il progetto esiste grazie ai numerosi artisti che collaborano periodicamente tra di loro e con altre associazioni, con artigiani e commercianti, disposti a far attraversare i propri spazi. Senza troppe pretese, d’IstIntArte cerca di spronare e valorizzare la personalità di ogni individuo, creando uno spazio sociale di confronto , di formazione e di divertimento, in cui chiunque è invitato ad esporsi e dare sfogo alla propria creatività. Tra le tecniche proposte ci sono la pittura, la fotografia, la scultura, arte digitale e visiva, riciclo e tanta passione, messe in mostra in contesti sempre diversi, ma con un comune messaggio:

Libera Espressione.

VIRGINIA DELLA VALLE

“NUDE IDENTITÀ”

Mettere a nudo al propria identità di fronte a se stessi e agli altri, togliere i veli e le maschere.

Rinunciare agli artifici ai flash e a tutto ciò che può corrompere la verità e la realtà.

Una giovane fotografa si misura per la prima volta con l’impegnativo tema del nudo fotografico, ritratto utilizzando esclusivamente la luce ambientale naturale.

VALENTINA GIORIA

“VOCI DI IDENTITÀ”

Una rassegna di fotoritratti di cantanti, immortalati nei momenti in cui esprimono la loro identità musicale e vocale. L’espressione della musica attraverso un racconto fatto di volti e voci che sembrano continuare a cantare attraverso l’immagine del suono.

MARIO GURIAN

“LO SGUARDO OLTRE LA PRESENZA”

Memorie dak Portogallo di Mario Gurian

“Difficile è comprendere di fronte alla tua morte

E non attenderti mai più negli specchi della bruma”

(Sophia de Mello Breyner Andresen, Navegaçœões VII,

Obra Poética, vol. III, Editorial Carminho, 1999, Lisboa)

MOSTRA VISIONI DI IDENTITÀ”All’interno di “So Far, So Good” sarà presente una mostra dal titolo “Visioni di Identità” che raccoglie esposizioni artistiche e fotografiche sul tema dell’identità.

ALDO PAVAN

FAMIGLIE MIGRATI A PORTE APERTE”

La storia di otto famiglie provenienti da Bangladesh, Cina, India, Marocco, Niger, Nigeria, Senegal e Ucraina. Realizzato in occasione del grande meeting multiculturale Ritmi e Danze dal Mondo di Giavera del Montello (Treviso), ora è a disposizione per proiezioni pubbliche.

ALDO PAVAN

Aldo Pavan è giornalista e fotografo free lance. Per più di vent’anni si è occupato di reportage geografici. Fino ad ora ha visitato più di un centinaio di nazioni nei cinque continenti, pubblicando libri e collaborando con articoli e reportage fotografici per riviste e news magazine italiani e stranieri. E’ stato docente di fotoreportage presso il master dell’Istituto di formazione per il giornalismo De Martino di Milano, una delle più note scuole italiane del settore.
Di recente ha iniziato a produrre multimedia che fondono foto e video con l’obiettivo di sfruttare al meglio le possibilità offerte alla diffusione del reportage in rete. Gli argomenti trattati spaziano dal settore geografico a quello dell’attualità, con particolare attenzione al fenomeno delle migrazioni in Italia.

Da alcuni anni è chiamato a intervenire in trasmissioni radiofoniche e a tenere conferenze sulla sua attività di viaggiatore, giornalista e fotografo.

NICOLA RAPUANO

CULTURE DI STRADA”
…Se avrete la costanza di seguirmi
vi condurrò lungo un percorso di anni
ammantato di volti e intrecciato di attimi;
quotidiane istantanee di vita.

NICOLA RAPUANO
Nicola Rapuano trascorre i suoi primi 25 anni nella terra natale: Cautano, alle falde del monte Taburno in provincia di Benevento.
Vive dapprima a Roma. Qui approfondisce la sua grande passione per la fotografia su pellicola,iniziata a Firenze nel 1999, e poi maturata con tanti viaggi in Europa.
Di formazione autodidatta, attraverso l’analisi delle immagini degli “istanti decisivi” di Cartier-Bresson, si appassiona agli scatti su pellicola bianco/nero.
Vive e lavora a Firenze da due anni.

MOSTRE
Momenti Paralleli
– Enoteca “I Tintori”, Foglianise (BN) dicembre 2008 – gennaio 2009
– Gran Caffè Storico Letterario “Giubbe Rosse”, Firenze, giugno 2009
– Parco di Villa Bassi – Abano Terme (PD) agosto 2009

VITTORIO BERTO

SUITE SOLO & GROUP”

Tutto è pace e silenzio. E più di lor non si ragiona…”

“…Eppure in quel tacere s’avanzò nuovo inizio, cenno e mutamento…”

Forse più del dire può qualche volta il silenzio, interrotto solo da qualche istantanea incursione nei territori del paesaggio umano che ogni giorno è ancora da vedere e ricomporre in nuove, talvolta oscure, geometrie. Per questo non mi è facile tracciare un profilo del mio lavoro, soprattutto per i rischi che tale operazione comporta: vale a dire la tentazione di stabilire una serie di punti fissi e di definizioni sicure. Dato che ci si muove su di un piano non verbale, sarebbe inutile spiegare il significato da attribuire alle proprie immagini. “Spiegarle” non farebbe altro che fornire un superficiale valore “culturale” che non ha nessun senso se non per i critici. La “verità di un’esperienza visiva si potrebbe, quindi, affermare che sia nella sua sensazione, e non nella sua concettualizzazione, il che equivale a dire che essa è necessariamente, profondamente e intimamente un’esperienza soggettiva. Tutto ciò, ovviamente, è vero a patto che l’oggetto della visione stimoli l’immaginazione del fruitore, penetrando nella sua gamma di emozioni. Se riesco a produrre, per quanto confusamente, tali sensazioni in chi guarda, allora posso dire di essere riuscito nel mio intento. Per quanto riguarda lo stile, nel mio caso direi che c’è sempre uno stimolo, un elemento esterno. Non quindi un progetto, una tesi.

“…Ci sono dei giorni che la città dove vivo, e i passanti, il traffico, gli alberi, tutto si sveglia con un aspetto strano, usuale eppure irriconoscibile, come in quegli istanti che ci si guarda allo specchio e ci si chiede chi è quel tale…” e l’idea stessa di rispondersi fa presentire un vortice di significati tortuosi, indecifrabili o sorprendenti. In questi momenti per evitare che le tensioni e gli sbalzi d’umore rimangano “compressi” faccio ciò che ho sempre fatto, anche prima di imbracciare una reflex: vago solo per ore nelle strade mescolandomi alla folla…una specie di balletto, un po’ folle, al quale però ben volentieri mi dispongo perché ha il potere di provocare in me un senso di appartenenza agli “altri” e di trasformare, come fossero facce dello stesso prisma, gli scatti d’ira in empiti di tenerezza. Ed è allora che cerco di fermare questi istanti nel tempo, provando, in giorni particolarmente proficui, a cogliere la calma interiore che regola tutto il tumulto”. Quindi, per quanto generica possa apparire l’indicazione, direi che ciò che mi interessa è l’individuo in sé, cosa gli accade in quel preciso momento rispetto agli altri e quali le risonanze interiori.

Abbandonato, quindi, l’intento di contestualizzare queste fotografie dietro l’illusione di una storia, mi pare che l’idea che più si avvicina al loro spirito sia quella di una serie di variazioni eseguite con le immagini, di una costruzione visiva che prende la forma della suite, nell’accezione propriamente musicale del termine: una composizione articolata in diversi movimenti e costituita da una serie di balletti –per singoli e/o per gruppi- differenti nel ritmo e nel carattere, ma svolti nella stessa tonalità.

ROSANNA CONI

LE VERITÀ DELL’UNIVERSO”

Cosa vuol dire identità?

Con tre foto a prima vista diverse e complesse l’ottica esterna vuol fare fermare e far riflettere che qualsiasi forma vivente con animo, spirito ed etere e non va rispettata e valorizzata perchè tutto è ciò che è e niente è ciò che sembra.

La consapevolezza di un mondo migliore e l’energia positiva, non è un miraggio, è una visione sana di un mondo ed universo.

DISTINTARTE

ESPOSIZIONE ??

D’IstIntArte nasce dall’esigenza di avere nuovi spazi espositivi, liberi dal mercato mercenario e da regole di sorta, dove chiunque possa esprimere la propria arte e promuove nuove forme di comunicazione,.

Il progetto esiste grazie ai numerosi artisti che collaborano periodicamente tra di loro e con altre associazioni, con artigiani e commercianti, disposti a far attraversare i propri spazi. Senza troppe pretese, d’IstIntArte cerca di spronare e valorizzare la personalità di ogni individuo, creando uno spazio sociale di confronto , di formazione e di divertimento, in cui chiunque è invitato ad esporsi e dare sfogo alla propria creatività. Tra le tecniche proposte ci sono la pittura, la fotografia, la scultura, arte digitale e visiva, riciclo e tanta passione, messe in mostra in contesti sempre diversi, ma con un comune messaggio:

Libera Espressione.

Associazione culutrale khorakhanè

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