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“So Far So Good” 2011 – Esposizioni ed installazioni artistiche

“So Far So Good” 2011 – Esposizioni ed installazioni artistiche

Ogni anno So Far So Good ospita numerose installazioni ed esposizioni artistiche. 
Giovani emergenti ed artisti affermati sono chiamati a confrontarsi sul concetto di “confine”, considerato sia come linea di chiusura, di esclusione, di barriera impenetrabile dove isolarsi e preservare la propria identità, sia come spazio di interazione, di incontro, di sperimentazione, dove ogni identità esiste proprio in quanto esistono le altre.

Il labirinto
All’interno dell’area espositiva troverà luogo un labirinto, metafora dello spazio intimo, intreccio ingarbugliato di percorsi che stabiliscono le nostre diverse appartenenze e le nostre molteplici identità. Dentro questo groviglio di spazi differenti si situa il confine tra l’individuo e il mondo, il rapporto tra noi e quanto ci circonda. Percorrere il labirinto vuol dire perdere i consueti punti di riferimento e (ri)conoscere i propri limiti, attraverso la messa in discussione e l’esperienza diretta

Ecco chi è presente a “So Far So Good” 2011:

  • Aldo Pavan

Una selezione di fotografie, gentilmente concesse dal fotografo Aldo Pavan, rappresenterà i confini naturali in collegamento con il tema di “So Far So Good 2011”. Aldo Pavan pertecipa per la seconda volta al festival dell’associazione Khorakhanè. Nella scorsa edizione ha partecipato con la mostra “Famiglie migranti a porte aperte”.

Aldo Pavan  è giornalista e fotografo free lance. Per più di vent’anni si è occupato di reportage geografici. Fino ad ora ha visitato più di un centinaio di nazioni nei cinque continenti, pubblicando libri e collaborando con articoli e reportage fotografici per riviste e news magazine italiani e stranieri. E’ stato docente di fotoreportage presso il master dell’Istituto di formazione per il giornalismo De Martino di Milano, una delle più note scuole italiane del settore. Di recente ha iniziato a produrre multimedia che fondono foto e video con l’obiettivo di sfruttare al meglio le possibilità offerte alla diffusione del reportage in rete. Gli argomenti trattati spaziano dal settore geografico a quello dell’attualità, con particolare attenzione al fenomeno delle migrazioni in Italia.  Da alcuni anni è chiamato a intervenire in trasmissioni radiofoniche e a tenere conferenze sulla sua attività di viaggiatore, giornalista e fotografo.  sito web: http://www.aldopavan.it

  • Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori

Il Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori di Abano Terme parteciperà con una installazione video che ripercorrerà le installazioni di mascheramento urbano e struttura gestule realizzate in diverse città del mondo.  Inoltre all’interno dell’installazione labirintica realizzata dall’associazione culturale Khorakhanè, sarà allestita una esposizione fotografica sul tema della maschera dal titolo “Espressioni dell’inconscio” gentilmente concessa dalla famiglia Sartori.

Mascheramento Urbano e struttura gestuale:  Indagine, studio e sperimentazione di una nuova tipologia di maschera legata ad istanze contemporanee a carattere pluridisciplinare (arti visive, teatro, musica, danza e gesto). Questa ricerca produce una sorta di maschera – scultura multidisciplinare che viene denominata Struttura Gestuale e la progettazione e produzione di performances e spettacolazioni di vaste dimensioni  denominate Mascheramento Urbano.  Opere plastiche, opere grafiche, documenti e materiali didattico – espositivi. Circa 400 opere plastiche, grafiche, documenti e materiali didattico – espositivi. 

Museo internazionale della maschera Amleto e Donato Sartori: Amleto e Donato Sartori sono eredi dell’antica arte dellamaschera. Amleto Sartori (1915 – 1962)  ha il merito di aver dato vita nel secondo dopoguerra ad un lavoro di recupero, ricerca e sperimentazione sulle maschere della Commedia dell’Arte.  Alla morte del padre, Donato, scultore e performer eredita il patrimonio culturale e tecnico del padre e ne continua  la ricerca ampliandola e perfezionandola alle istanze della società contemporanea. I Sartori hanno affrontato le opere tatrali più diverse: da Goldoni a Pirandello, da Shakespeare a Molière a Ionesco, fino al teatro di strada collaborando intensamente con registi come Jean Lois Barrault, Giorgio Strehler, Eduardo De Filippo, Peter Oskarson, Jacques Lecoq, Moni Ovadia, Dario Fo e tanti altri, per i quali hanno creato maschere tatrali, via via apportando le conoscenze artistiche e professionali maturate in oltre ottant’anni di reicerca nel campo.  La ricerca ha continuato nei decenni più recenti nel campo della scultura, dell’arte grafica e nel gestuale, realizzando seminari, laboratori esposizioni, installazioni e performances nelle maggiori cittò del mondo: Parigi, Tokyo, Pechino, Rio de Janeiro, Copenaghen, Monaco, Vienna, Nancy, e spesso nel quadro  delle attività della Biennale, a Venezia.

  • Luca Zanta

Luca Zanta è un artista che collabora attivamente con Khorakhanè, dapprima esponendo le sue opere in diversi eventi organizzati dall’associazione, successivamente collaborando alla organizzazione e realizzazione degli stessi.  In particolare nella edizione di So Far So Good 2011 ha dato un fondamentale contributo alla progettazione della installazione labirintica, attorno alla quale ruota tutto il significato del  festival.

Zanta parteciperà inoltre nello spazio espositivo con una selezione delle sue opere più recenti.  Si tratta di alcuni esempi  delle diverse “serie” che compongono il suo percorso artistico che procede attraverso registri diversi. Dalla  scomposizione dello spazio e delle forme per restituire la percezione del “non-luogo”, come nella serie Urban Riots; alla ricreazione di una realtà che quasi sfonda la bisimensionalità utilizzando una  tecnica mista che fonde fotografia e pittura, per ricercare nuove linee di  armonia tra densità materica, proporzione delle forme e contrasto di colori  (serie “Ordine Classico”). Alcune delle opere di Zanta sono visibili al link sottostante: http://www.flickr.com/photos/luca_zanta/

  • Miriam Cannella

Ha frequenato: l’ Istituto D’Arte Pietro Selvatico a Padova, dei corsi all’Accademia di Belle Arti a Venezia e si è specializzata in incisione dell’ acquaforte e acquatinta presso il Centro Giovanile Giardini Margherita a Bologna.

  • Pan

Il mondo immaginario che evoca è quello dei sogni, i sogni di un bambino, ingenui e colorati. Dietro questo mondo caleidoscopico però si celano delle inquietudini, che turbano il sonno e ci  condizionano anche da svegli. È in questo scenario che si muove Pan, con tratto netto e immediato fissa sulle sue tele frammenti di sogni interrotti. Soggetti strani e variopinti spesso con una  nota inquietante, ricordo di un incubo ormai passato. Attraverso le sue opere Pan ci mostra il riflesso ingenuamente crudele della realtà.

  • Marco Zecchinato
  • Aljosa Markovic
  • Rosanna Coni

…A volte mi sembra di essere su un sogno ad occhi aperti  ..Alice nel Paese delle Meraviglie  con il Brucaliffo che mi porge e mi fa riflettere,con nubi e colori, su delle strane…domande.. chi siamo?… dove andiamo?…cosa facciamo?…come ti chiami tu? ogni giorno ripetutamente ci facciamo noi e la nostra mente  molteplici domande,aspettando delle risposte.. Abbiamo la nostra forza e la nostra perfezione?!    Stiamo seguendo bene il nostro percorso?! Cosa stiamo imparando e su cosa stiamo focalizzando la nostra attenzione e consapevolezza?! …non ci resta che meditare e …scoprire…

  • R5H

Nasco nel 29/05/1989 a Padova e sono da sempre sono appasionato di culture folkoristiche-popolari, lingue ed arte in generale. Suono diversi strumenti, ho cantato e suonato in un gruppo rock , i Dark Phoenix, con i quali ho partecipato a diversi concerti ed eventi tra i quali “Suoni a sud-est” e il concerto tenuto presso Fontaniva con l’evento “Debutto in scena” con intervista nel canale televisivo Telechiara.

Ho recitato in un film no profit a tematica sociale “L’appello”, diretto dai registi Federico Rozas ed Emilio Briguglio, che ha vinto la Bronze Palm Award al Mexico International Film Festival, il premio Kodiak allAlaska International Film Festival 2010, premio come miglior lungometraggio al Festival Cinema Digital in Cile e l’Athens-Ohio Film Festival.

Recito a teatro presso la compagnia teatrale parrocchiale “Associazione Teatrale Piccolo Teatro” , dove tutt’ora esercito, facendo parte del musical “Grease”, che abbiamo portato poi nei teatri di Padova e provincia, e “Mamma mia!”. Recito anche nella compagnia tetrale Arione con la quale sto partecipando a ” Salomé ” di Oscar Wilde.

Faccio foto da due anni e mi piace sperimentare nuove tecniche e linguaggi con la macchina fotografica, attualmente ho fotografato con la tecnica del light painting, ma ne sto sperimentando anche altre. Con le foto partecipo sempre al Momart ; ho partecipato al concorso”Premio Aldo Nascimben” e “Como Contemporary Contest 2011″ ; ho esposto all’iniziativa ” Arte sotto i portici 2011″ a Bologna presso l’associazione Calabria nel mondo, alla Festa di liberazione alla Golena San Massimo a Padova; presso l’iniziativa “Artrock – Gironotte 2011″ a Piazzola sul Brenta presso l’associazione Ekta; al ” Summer Student Festival” alla Golena San Massimo a Padova; al “Next Music Contest 2011” al Gran Teatro Geox di Padova; alla “Giornata dell’arte figurativa & jam session” a Padova presso le associazioni culturali Zattera Urbana e D’istint Arte; alla “Giornata per l’arte e la cultura” a Galliera Veneta ed al Pride Village con D’istintarte Con le mie foto, ho anche tenuto una mostra collettiva “Le metropoli dell’uomo” al Bastione Alicorno a Padova con A&T Design presso l’iniziativa RAM e DINTORNI 2010 e la mostra personale ” Emozioni di luce nello spazio ” al cinema Portoastra di Padova in occasione della proiezione del film “L’appello”.  Ultimamante mi sto anche cimentando in lavori di pittura.   sito: www.artobolus.com

  • Francesco Durante Viola

Parteciperà con la proiezione  di “Open your eyes young man”  (2009)

ll progetto consiste nell’ideazione di una performance e la realizzazione di un cortometraggio che al tempo stesso la documenta e la trasfigura. Alla base del progetto sta il tentativo rappresentare la mediazione fra sogno e realtà che sta alla base del processo di crescita giovanile (della Bildung).  Nel cortometraggio viene evocato il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, la fase in cui i sogni si scontrano con la realtà delle cose e rischiano di essere annullati.

Attraverso questo processo si assume coscienza di sé e del proprio ruolo consolidando un proprio percorso in vista di una affermazione in equilibrio col mondo. Il processo di perdita dell’innocenza comporta inevitabilmente la riformulazione di una parte delle proprie aspettative.

L’interpretazione insieme simbolica e realistica dei sogni ha dato lo spunto per la scelta del materiale che nel corto è oggetto di distruzione. L’enfasi data dallo sforzo che si compie per crescere e superare i propri limiti è trasposta nella costruzione e successiva distruzione di un cubo di mattoni e cemento.

Ciò che precede il cambiamento è la costruzione del proprio “io” che ha luogo fin dal primo giorno di vita.  Il personaggio giovane si fa luce fra le tenebre col fuoco primordiale.  Negli anni dell’adolescenza la libertà di scelta è falsata dall’incapacità di critica. Una volta acquisita la giusta consapevolezza, si manifesta il bisogno di rottura degli schemi mentali che fanno parte del sè ma devono essere superati  per conseguire una superiore indipendenza.

Il cubo, che sembra erigersi da solo, è il frutto della mente del giovane in cerca di protezione e sicurezza. Ma il bisogno di una base solida su cui fondare la propria crescita si trasforma via via in una zavorra che lo tiene ancorato al suo progetto; perché ormai la fine è in vista: manca solo il tetto della “casa”.

E’ la fine o l’inizio del tormento?  Ciò che si presentava come progetto di sicurezza è ora una condizione asfissiante ed angosciante che pone il protagonista di fronte a una scelta:  restare imprigionato al sicuro o liberarsi senza sapere cosa troverà fuori?

Il rapporto con la natura muta nel corso dell’azione. Se dapprima essa rappresenta una minaccia dalla quale difendersi, alla fine la percezione è ribaltata e il cielo, nella sua infinita espansione, diviene la speranza del protagonista.  I sogni vanno dunque inseguiti, ma senza affezionarcisi troppo. Sognare ad occhi aperti è inutile e controproducente; meglio sognare mentre si dorme e agire quando si è svegli.

Biografia:

Francesco Durante Viola nasce a Boston nel 1985 da genitori italiani. Cresce e si diploma al Liceo artistico A. Modigliani di Padova e si trasferisce a Milano per quattro anni dove si laurea in Marketing e Comunicazione allo IED. Fa ritorno alla sua terra di origine e si iscrive allo IUAV di Venezia al corso di Arti Visive e dello Spettacolo. Attualmente sta lavorando alla Tesi di laurea che tratterà di semiologia e fotografia. Gli piace molto viaggiare e fra le molte mete ricorda le esperienze vissute negli Stati Uniti d’America, in Brasile e ad Hong Kong dove ha vissuto per sette mesi. Partendo dalla tecnica accademica del disegno, i suoi interessi toccano l’arte contemporanea, la fotografia e la regia video. Si ritiene un artista multimediale e poliedrico per le tante modalità espressive impiegate nei suoi lavori (scultura, installazione, fotografia, video, performance e mixed media).

Associazione culutrale khorakhanè

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